PROGETTI

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Sono in svolgimento corsi di arbitri di Calcio a 5 e a 11, pallavolo e animatori sportivi nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro in due scuole della nostra città, all’ITIS “Galileo Ferraris” di Scampia e al “Convitto Nazionale” situato a piazza Dante.

PLAY&GO!

Il percorso Play&GO! è la nuova scommessa del CSI, dedicata ai bambini tra i 5 e gli 8 anni, ma anche alle figure coinvolte nella loro crescita sportiva: dagli allenatori fino ai dirigenti, agli accompagnatori e agli arbitri, senza naturalmente dimenticare i genitori.
Tutto ruota intorno alla parola “gioco”, nella convinzione precisa che durante l’infanzia l’attività motoria debba sempre includere l’aspetto ludico: il gioco è spensieratezza, divertimento, partecipazione spontanea e senza costrizioni.
La missione educativa di Play&GO! consiste proprio nell’aiutare i bambini a fare esperienza di “sport giocato”, avvicinandoli a un’attività sportiva che si fonde con il momento ludico per diventare potente strumento educativo.
L’obiettivo di Play&GO! è lo sviluppo della motricità di base attraverso attività multisportive di avviamento allo sport. La sfida di Play&GO! sta nella scelta di offrire ai più giovani l’opportunità di sperimentare in forma ludica i primi apprendimenti relativi alla gestualità tecnica della disciplina, contestualmente allo sviluppo di tutte le capacità motorie.
La proposta Play&Go prevede infatti due momenti di attività:
• sport portante (ad esempio calcio, volley, basket, o anche una disciplina individuale);
• sport complementari (gare a gioco individuale o di squadra).
Il punteggio finale è ottenuto dalla somma dei punti della fase sport portante e della fase sport complementari.
L’iniziativa Play&Go rientra nel progetto Coni 2018 – CSI&Go.
I nostri volontari stanno formano oltre 150 ragazzi per l’ottenimento dell’abilitazione con la prospettiva di farli entrare nel nostro mondo associativo.

Fiabe in movimento
IL PROGETTO PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

MISSION

Ispirati da «Health 2020», il modello di politica europea a favore della salute e del benessere elaborato dall’OMS, la nostra mission è quella di introdurre le nuove generazioni (in particolare i bambini della scuola dell’infanzia) a uno stile di vita sano che prevede lo svolgimento di attività fisica su base regolare dall’infanzia in poi.
Promuovendo percorsi educativi che si sviluppano su tre fronti: salute, agevolazione dello sviluppo psicomotorio, benessere psicofisico.
Per quel che concerne la salute, il nostro interesse è quello di prevenire le malattie sessualmente non trasmissibili come il diabete di tipo 2, l’obesità infantile, disturbi cardiovascolari ecc.
Per quel che riguarda lo sviluppo psicomotorio, vogliamo dare una opportunità per implementare attraverso il movimento, l’acquisizione di competenze motorie, la capacità di relazionarsi con gli altri, approfondire la conoscenza e la padronanza del proprio corpo.
Per quanto attiene il benessere psicofisico riteniamo utile e efficace porre l’attenzione sulla relazione articolando il percorso su tre dimensioni: ludica, istituzionale e sociale affinché ogni bambino sperimenti e viva il piacere di stare bene con sé stesso e con gli altri.

IL PROGETTO

Il progetto proposto dal Centro Sportivo Italiano offre la possibilità di realizzare nelle scuole d’infanzia un’attività motoria coinvolgente e innovativa, nella quale il bambino è protagonista assoluto, in cui potersi esprimere in prima persona attraverso il movimento.

MUOVENDOMI…TI PARLO DI ME: movimento come espressione dell’identità

Il movimento è considerato non solo come semplice esercizio fisico, ma soprattutto come espressione dell’identità, unica e preziosa, di ogni bambino e bambina. e come tale è il tramite e l’elemento strutturante dell’emotività dell’infante.

MUOVENDOMI…PARLO CON TE: movimento come comunicazione

Con il suo linguaggio il corpo si “autorizza” a esprimere i non-detti più profondi dell’IO e segue gli elementi pragmatici della comunicazione umana.

MUOVENDOMI …. IMPARO: una relazione biunivoca!

La forma privilegiata di attività motoria è costituita dal gioco; esso genera il piacere che induce la ripetizione, così ben indagata da Piaget, che porta al’istaurarsi dell’apprendimento. Ancor di più si può leggere il doppio binario nell’implicita rappresentazione che ognuno fa del movimento personale e a cui attinge per fare le scelte “tattiche” nonché alle operazioni di seriazione, sequenzialità, categorizzazione che il gioco richiede per poter essere compenetrato e giocato.

Il gioco è il mezzo e non il fine attraverso il quale è proposta dall’educatore l’attività motoria.

L’attività MOTORIA proposta è un’esperienza che intende supportare i processi di sviluppo dell’infanzia, valorizzando il bambino nella sua globalità, che manifesta e realizza sé stesso attraverso la pienezza della propria azione nel mondo:

  • nell’uso dello spazio e degli oggetti,
  • nell’interazione con l’altro,
  • nella capacità di rappresentarsi attraverso il movimento, la parola, il gioco.

L’esperienza educativa intende esplorare questa modalità specifica di relazione del bambino col mondo, interessandosi in particolar modo ai seguenti aspetti dello sviluppo:

  • la relazione tonico-emozionale tra il bambino e l’adulto all’interno dei processi di sviluppo
  • il gioco pre-verbale e senso motorio nella scoperta della realtà e nell’espressione di sé
  • lo sviluppo del gioco simbolico nella formazione del pensiero e dell’identità
  • la percezione e strutturazione dello spazio e del tempo come elementi fondanti nella percezione della dimensione di realtà
  • la strutturazione del pensiero e dell’identità attraverso l’azione
  • lo sviluppo della socializzazione nelle sue diverse fasi
  • l’integrazione delle diverse funzioni, nella formazione delle abilità personali

L’attività motoria rappresenta una esperienza educativa originale, in cui i bambini possano vivere la dimensione ludica, potenziando le proprie abilità motorie, sociali, comunicative.
Nel contesto di questa esperienza, ad ogni bambino viene offerta l’opportunità di sperimentarsi all’interno di percorsi motori caratterizzati dall’esperienza libera e diretta con i materiali di gioco e da un preciso lavoro di percezione e regolazione delle abilità corporee, attraverso il confronto con lo spazio, il tempo, gli oggetti, i compagni.

FINALITÀ DEL PROGETTO “INFANZIA”

Lo scopo principale del progetto CSI “Infanzia” è quello di proporre un’azione motoria che abbia lo scopo di aiutare i bambini a consolidare le proprie capacità sensoriali, percettive, motorie e sociali e ad accompagnarli nella strutturazione degli schemi motori che caratterizza questa età della crescita.
Il movimento deve stimolare i bambini a mettersi in gioco con l’intera corporeità e ad orientarsi in maniera personale fino a compiere scelte anche innovative.
La finalità è quella di indirizzare il bambino, singolo e in gruppo, alla scoperta del mondo che lo circonda, incoraggiarlo a entrare in relazione con gli altri rinforzando la capacità di aggregazione sociale, con l’interiorizzazione e il rispetto pratico di valori quali la cura di sé, degli altri e dell’ambiente, finanche la ricerca, della giustizia e dell’impegno ad agire per il bene comune, nei gradi compatibili con l’età dei bambini.
La modalità dominate è quella di utilizzare il mondo fantastico dei bambini per far vivere esperienze motorie ricche, stimolanti ed articolate che saranno significative proprio perché ogni atto sarà frutto del loro serbatoio emotivo relazionale. 

Il BAMBINO AL CENTRO DEL PROGETTO 

Il bambino è al centro del progetto motorio e si muove in rapporto allo spazio e al tempo per incontrare/esplorare gli altri e l’oggetto, solo attraverso una rete di azioni che nascono e che determinano il vissuto emotivo del bambino stesso .E’ solo sul piano emotivo che si ha il massimo coinvolgimento dell’allievo e, per contro, è impensabile che un azione, in questa fascia di età, non sia portatrice di un carico emotivo eccessivo.
Sarà compito dell’educatore specializzato creare le condizioni migliori per il raggiungimento delle finalità; il progetto ha individuato nel utilizzo di FAVOLE semi strutturate e RACCONTI compositi il mezzo migliore per raggiungere questo scopo.

LA METODOLOGIA

FIABE IN MOVIMENTO” vuole essere un percorso di narrazioni e rappresentazioni di fiabe e racconti, capace di coinvolgere i bambini in modo immediato e portarli a sperimentare, nel clima ludico della scuola dell’infanzia, tutte le forme di movimento nelle sue combinazioni tipiche della motricità di quest’età.

L’ ATTIVITA’ si sviluppa su 2 fasi:

  • la fiaba con il susseguirsi degli eventi traccerà l’azione dei bambini; l’azione si distribuirà nei vari ruoli della fiaba stessa e potrà portare a riprodurre sia una parte che il completo concatenamento degli eventi e potrà essere evocativa di scene in cui i bambini sono di volta in volta, roccia, fiore, albero, animale, mare, cielo, colore…. in un caleidoscopio di possibilità che l’educatore dovrà saper graduare verso l’espressione della motricità più completa dei soggetti coinvolti.
  • la narrazione nella quale non esiste un procedere aprioristicamente determinato e strutturato come nello snodarsi della fiaba. L’azione avviene in uno spazio fantastico che viene definito ad un macro livello, lo sfondo; dove per sfondo si intende ad es. “il circo” – “la giungla”- “i pirati” cioè elementi fortemente evocativi. Lo sfondo fa da contenitore à ciò che definiamo contesto e rappresenta uno dei luoghi interni ai mondi evocati dallo sfondo ma che essendo più definito indirizza il vissuto motorio del bambino.

Immaginando di lavorare nello sfondo “circo”, il contesto potrebbe essere il caravan o la pista o la zona dove provano gli artisti o tra il pubblico o altro. L’azione quindi parte da quelle che vengono dette le suggestioni dove per suggestioni si intende uno spunto narrativo creato da situazioni particolari che possono avvenire nel contesto di un certo ambiente.
Ad esempio “sonno scappati i serpenti dal caravan del circo. Sulla base di queste suggestioni vengono proposte azioni che implicano l’applicazione, attuazione, realizzazione, messa in gioco, dei diversi schemi motori come ad esempio:

“dobbiamo cercare di catturare i serpenti ma lo possiamo fare solo strisciando come loro altrimenti ci sfuggono “.

La narrazione prosegue creando ruoli diversi: il serpentario, il capo domatore, gli addetti alla nutrizione dei serpenti, e via di seguito. Figure che possono essere interpretati dai bambini con modalità e interazioni diverse ma che danno una caratterizzazione alla gestualità e al movimento creando una specificità che può stimolare sempre di più il vissuto dei bambini.
Le due fasi viaggiano parallele o si intrecciano in base alle esigenze programmatiche ma per entrambe vale la logica metodologica di partire dal piccolo per giungere al grande e al complesso.
Dovrà cioè esserci una evoluzione dalle prime sedute, in cui si inizierà da un singolo incipit (c’era una volta un …. ) o da una sola suggestione, mano a mano, verso narrazioni sempre più complete che si avvarranno di volta in volta delle ambientazioni precedenti e che potranno appunto portare all’intreccio di una fiaba con una particolare narrazione fino a creare nuove favole.

Grazie alla lettura di fiabe si realizzano contemporaneamente attività, giochi e percorsi che aiutino i bambini a padroneggiare correttamente lo spazio e i movimenti.

La narrazione è l’elemento capace di coinvolgere il bambino.

Nasce così un percorso animato fatto di esercizi fisici, attività, giochi motori individuali e di gruppo che lo aiutino nella scoperta del corpo e del suo funzionamento. 

Attraverso l’utilizzo di strumenti chiari ma duttili si riesce realmente a porre al centro il bambino, il suo corpo e il suo vissuto personale il che permette una vera personalizzazione di movimenti, imitazioni, sonorizzazioni e rappresentazioni.

L’ALBERO DEL PROGETTO

Il progetto è come un seme che cresce, prendendo linfa vitale dalla favola. Il corpo e il movimento compongono il tronco forte e stabile di cui il gioco è il cuore pulsante.
Su questa premessa fondamentale cresceranno i rami del nostro progetto che man mano aumenteranno intrecciandosi e integrandosi tra loro.
Proponiamo dunque che il progetto sia accompagnato per tutta la sua durata dall’evoluzione grafica di un albero, che potrà avere 2 versioni: una affidata alla docente (albero del progetto) e l’altra al bambino; in quest’ultima saranno proprio i protagonisti-bambini a far crescere gradualmente la chioma con il proseguire dell’attività e questa fase potrà corrispondere al momento di rielaborazione del vissuto dei bambini che sarà quindi sia verbale che grafico espressivo.
L’albero dei bimbi avrà i rami che sorreggeranno foglie, fiori ma anche le scimmiette ed uccellini, ognuno di questi elementi sarà indicatore d’ un tratto dell’esperienza e il tutto sarà colorato con i colori delle emozioni.
L’albero del progetto è concepito in potenza, in più livelli e dovrebbe consentire al docente di registrare le capacità e gli schemi motori affinati, le diverse competenze messe in gioco nelle diverse sedute e i contenuti di racconto che possono essere ripresi in altri momenti:

  • le radici corrispondenti ai prerequisiti
  • il tronco al campo di esperienza
  • i rami alle attività
  • le foglie alle capacità o agli schemi motori posti in gioco
  • gli “animaletti” ai diversi punti di vista (i bambini e/o i personaggi)

In pratica un albero che cresce seguendo e adattandosi parallelamente, allo sviluppo del bambino e alla attività proposta.
Il parallelismo tra l’evoluzione dell’albero/i-bosco, dell’attività proposta e le tappe di sviluppo del bambino, è diretto. Per entrambi, infatti, vale il principio di sequenzialità: il passaggio allo step successivo può avvenire solo se si è sperimentata e vissuta completamente la fase precedente.
Per questo motivo l’attività si svilupperà in più livelli sequenziali.

LA PROGETTAZIONE INTENZIONALE

I contenuti nel progetto propongono esperienze ludico-motorie finalizzate al raggiungimento di traguardi di sviluppo legati alle capacità senso-percettive, agli schemi motori e posturali, al linguaggio del corpo che si possono riassumere in:

  1. Giochi motori (MI ASCOLTO, ESPLORO…) che permettono di:
  • Acquisire la consapevolezza delle varie parti del corpo che si muove nello spazio in confronto agli altri e agli altri oggetti (discriminazioni cinestesiche);
  • Perfezionare la capacità di ricevere informazioni sulla consistenza, forma e superficie degli oggetti toccati (discriminazioni tattili)
  • Acquisire la capacità di osservare il mondo esterno, imparando a seguire con gli occhi gli oggetti in movimento, a differenziarne forme, colori e materiali (discriminazioni visive);
  • Imparare a riconoscere e differenziare i suoni e i rumori in base a intensità, timbro,tono (discriminazioni uditive).
  1. Giochi motori (CI PROVO...) non ancora socialmente orientati ma che, giocati a coppie, rafforzano nel bambino la sicurezza nella propria capacità di apportare piccoli cambiamenti nella realtà esterna.
  2. Giochi motori (GIOCO CON…) che prevedono l’uso degli oggetti e degli spazi come tramite per porre il bambino in comunicazione con la realtà e nello stesso tempo permettergli di esprimere la propria fantasia e la propria creatività.
  3. Giochi motori (GIOCO INSIEME..) in cui il gruppo diventa un’opportunità di apprendimento facilitato dall’osservazione dell’esempio altrui, e dunque una realtà piacevole e gratificante, mai imposta dall’adulto.

L’insegnante organizzerà e modulerà le proposte considerando e osservando i diversi tempi di attenzione, variandole in relazione alle diverse età, alla composizione omogenea o eterogenea che avrà dato al gruppo in azione, alle differenze tra bambini e bambine e alla necessità di confrontarle, alle dinamiche particolari nei diversi momenti della vita della sezione.
Le attività sono da moltiplicare a piacere, da praticare con regolarità e sistematicità e da pensarsi aperte e quindi da sviluppare in modo ricorrente in altri ambiti: espressivi e cognitivi, ma anche di educazione alimentare e alla convivenza civile, intesa come corretta gestione delle relazioni nelle situazioni di gioco autonomo e come rispetto degli spazi e degli oggetti di uso comune. 

ARTICOLAZIONE DELLA PROPOSTA

Attività curricolare settimanale

Il progetto verrà promosso e sostenuto all’interno dell’organizzazione curricolare settimanale da un’insegnante di educazione fisica esperto nell’area psico-motoria. Questo supporto tecnico-didattico-metodologico sarà finalizzato:

  • Arricchire l’offerta formativa nell’area di apprendimento interessata
  • Supportare le insegnanti attraverso interventi progettuali che possono essere complementari all’azione didattica diretta

 Attività sperimentale interdisciplinare

Nell’ambito dell’attività curricolare settimanale si potranno offrire ai bambini non solo esperienze di motricità ma anche attività grafica, mimico-gestuale che possono essere ampliate negli altri spazi di attività didattica con il supporto delle insegnanti di sezione.

Attività di formazione e continuità educativa

Il progetto trova una sua articolazione anche nel saper trasmettere e mettere al servizio esperienze di auto-aggiornamento a favore del personale insegnante attraverso un laboratorio di ricerca e tirocinio guidato che possa facilitare una più ampia conoscenza e approfondimento delle tematiche relative al campo di esperienza “il corpo e il movimento”.

Attività di “informazione” e “formazione” per i genitori

Il progetto è in grado di offrire occasioni d’incontro per tutti i genitori su molteplici tematiche attraverso dibattiti assembleari, tavole rotonde, approfondimenti culturali che possano coinvolgere tutte le famiglie in percorsi formativi.
Si potranno quindi realizzare momenti laboratoriali aperti genitore-bambino in cui le favole e/o i racconti saranno vissuti da genitori e bambini in varie forme:

  • una narrazione che privilegi attività ludico motoria a coppie, genitore-bambino, in cui la figura di riferimento avrà il ruolo di co-protagonista insieme al bambino all’interno del gioco.
  • genitori scenografi e bimbi protagonisti e/o viceversa
  • genitori narratori e bambini attori e/o viceversa

I momenti vissuti assumono molteplici valori come la restituzione diretta dell’attività svolta durante il ciclo di lezioni coinvolgendo in prima persona il genitore, ma soprattutto la condivisione dei diversi piani metodologici: motorio, affettivo e cognitivo.
Tutto ciò permette al genitore di comprendere appieno la natura dell’attività motoria proposta durante l’anno e di condividere un momento “magico” con il proprio figlio. 

KIT DIDATTICO & FORMAZIONE

Il progetto si avvale di un KIT-DIDATTICO (schede tecniche) per la realizzazione dell’attività e l’organizzare di tempi, spazi e proposte ludico-motorie finalizzate allo sviluppo cognitivo, educativo e affettivo del bambino.
Il KIT prevede 10 fiabe di riferimento rappresentative del modello metodologico-didattico.
Il progetto “Fiabe…IN MOVIMENTO” dovrà essere realizzato da personale altamente qualificato e specializzato che acquisirà le competenze necessarie attraverso i Corsi di Formazione che il CSI Nazionale organizzerà presso i comitati territoriali che vorranno avviare l’attività nelle scuole dell’infanzia e/o nelle associazioni sportive ad esso affiliate.
E’ prevista anche la formazione dedicata anche alle insegnanti della scuola dell’infanzia coinvolte nel progetto, al fine di condividere la metodologia di lavoro e le proposte didattiche.

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